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Soluzione

Voice-to-CV

Il candidato parla due minuti nella sua lingua. Torna un CV strutturato, allineato a Europass, con le competenze mappate sullo standard europeo ESCO. Nessun modulo da compilare, nessuna app da scaricare.

Il modulo è la barriera

Un form di candidatura chiede di scrivere: in italiano, in una casella di testo, su un telefono. Per un muratore rumeno, per un magazziniere che ha finito il turno alle dieci di sera, per chi l'italiano lo parla bene ma lo scrive male, quel campo vuoto è il punto esatto in cui la candidatura si ferma. Non perché la persona non sia adatta al lavoro: perché il canale non è il suo.

Parlare quella barriera non ce l'ha. È il gesto che tutti fanno già ogni giorno in chat, e non chiede né tastiera né ortografia.

Come funziona, passo per passo

Dal messaggio vocale al profilo confrontabile: cinque passaggi, nessuno a carico del recruiter.

1

Il candidato apre la chat

WhatsApp, Telegram o Instagram. Nessuna app da scaricare, nessun account da creare, nessuna password da ricordare: usa quello che ha già sul telefono.

2

Parla nella sua lingua

Registra un vocale come farebbe con un amico. Non deve dichiarare in che lingua sta parlando: il sistema la riconosce dalla voce.

3

L'assistente ricostruisce il profilo

Dalla trascrizione ricava esperienze, istruzione, competenze linguistiche, patenti e disponibilità, e chiede soltanto quello che manca.

4

Le competenze finiscono su ESCO

Mestieri e competenze vengono agganciati alla classificazione europea, con la distinzione fra competenze essenziali e opzionali del ruolo.

5

Al recruiter arrivano un CV e un punteggio

Un CV con l'impianto Europass e un punteggio di match scomposto nelle sue componenti, non un numero da prendere per buono.

Perché ESCO cambia il risultato

La differenza fra un CV e un dato utilizzabile sta tutta qui. Un CV in testo libero si legge, ma non si cerca e non si confronta: «muratore», «operaio edile» e «addetto alle murature» sono tre stringhe diverse per un database e lo stesso mestiere per una persona.

ESCO è la classificazione europea di occupazioni e competenze. Cumino la usa come dataset importato, non come etichetta: ogni occupazione porta il proprio codice, il gruppo ISCO, le denominazioni alternative in più lingue e l'elenco delle competenze del ruolo, distinte fra essenziali e opzionali.

Cosa cambia in pratica

  • Le competenze diventano confrontabili fra candidati, non stringhe da leggere una per una
  • La ricerca trova per mestiere, non per la parola esatta che il candidato ha usato
  • Le denominazioni sono multilingua: chi ha raccontato il proprio lavoro in arabo resta cercabile in italiano
  • Il legame fra occupazione e competenze distingue ciò che il ruolo richiede davvero da ciò che è un di più

Il CV che arriva al recruiter

Non è la trascrizione ripulita: è un documento strutturato, con lo stesso impianto del CV Europass.

Esperienze con il settore

Ogni esperienza porta datore, periodo, luogo e tipo di attività o settore, come previsto dalla struttura Europass.

Istruzione con livello EQF

I titoli di studio sono classificati sul Quadro europeo delle qualifiche, da 1 a 8: confrontabili anche fra paesi diversi.

Lingue sulla griglia CEFR

Non un livello unico, che non sarebbe conforme: ascolto, lettura, interazione, produzione orale e scrittura valutati separatamente.

Patenti e abilitazioni

Categorie di patente e certificazioni raccolte come campo strutturato, non sepolte dentro un paragrafo.

Un punteggio che si può discutere

Il punteggio di match non è un numero opaco: è la somma pesata di quattro componenti, e il recruiter vede quanto ha contribuito ciascuna.

Dominio: 30%

Quanto il profilo appartiene al settore e ai temi che la campagna richiede.

Seniority: 25%

Se il livello di esperienza rientra nella forbice fissata per quella posizione.

Competenze: 25%

Quante delle competenze richieste sono effettivamente presenti nel profilo.

Completezza del profilo: 20%

Quanto il profilo è documentato: un candidato adatto ma raccontato a metà pesa meno di uno completo.

Il risultato è anche una fascia da A a D e una scala a cinque livelli, per ordinare la lista a colpo d'occhio. La decisione però resta di chi seleziona: il punteggio spiega, non decide.

Quattordici lingue, quelle che servono davvero

Non un elenco di bandiere: sono le lingue in cui una campagna può rivolgersi al candidato e in cui il candidato può rispondere.

ItalianoIngleseFranceseTedescoSpagnoloPortogheseRumenoAlbaneseUcrainoAraboHindiBengaliUrduCinese

Il riconoscimento della lingua è automatico: il candidato non la seleziona da un menu.

Lo stesso meccanismo sull'archivio che hai già

Un database di CV invecchia in fretta. Lo stesso assistente può ricontattare i candidati già in archivio e farsi raccontare com'è la loro situazione oggi: il profilo torna aggiornato e mappato, senza una sola ora di data entry.

Come funziona il refresh del database

Domande frequenti

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